Gazzettino di Salerno

Martedi, 22 Agosto 2017  17:51:38
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Camorra: Pubblicato il Rapporto Semestrale della DIA In evidenza

La diversificata aziona mafiosa della Provincia di Salerno è da ormai molto tempo sotto l’occhio attento delle Forze dell’ordine, e solo alcuni giorni fa è stato reso pubblico il rapporto presentato dalla D.I.A. (Direzione Investigativa Antimafia) al Parlamento, relativo alle attività della criminalità organizzata che hanno caratterizzato la seconda semestralità del 2016.

Partendo da un’analisi generale delle regioni del Meridione, la relazione si occupa poi di mappare dettagliatamente gli illeciti di stampo mafioso delle singole realtà locali, che nel caso della provincia salernitana si estendono dall’Agro nocerino-sarnese fino al basso Cilento.

Secondo il rapporto, le attività camorristiche attive sul territorio salernitano non hanno subito particolari sconvolgimenti nell’ultimo periodo, mostrando tuttavia un pericoloso avvicinamento ad un fenomeno che caratterizza in particolare la provincia partenopea, che è quello dell’emergere di nuovi gruppi vogliosi di affermarsi con sfrontatezza e violenza nello scacchiere criminale dei clan locali.

La città di Salerno rimane saldamente nelle mani dello storico clan D’AGOSTINO-PANELLA, che si conferma ancora leader nella gestione del traffico di stupefacenti, nonché dell’usura e delle estorsioni sul territorio.

Uno dei punti più delicati e “caldi” della Provincia è senza dubbio l’Agro nocerino-sarnese, dove la presenza mafiosa si è gradualmente infiltrata nelle realtà locali, anche grazie al sodalizio definito “Nuova Famiglia”. L’attività di opposizione e sfiancamento della Magistratura e delle Forze dell’ordine ha portato ad una frammentazione in diversi gruppi, altamente assoggettati all’influenza dei contigui clan napoletani e avellinesi.

Nelle immediate vicinanze, un altro hot-spot della criminalità organizzata della Provincia è rappresentato da Cava de’ Tirreni, dove il clan Bisogno è attivo nelle estorsioni ed il gruppo Celentano invece nell’usura e traffico di stupefacenti, vera e propria piaga di tutto il territorio.

Da segnalare un’importante confisca di beni avvenuta nel mese di ottobre da parte della D.I.A. di Salerno, per un valore di circa 5 milioni di euro, a carico di un imprenditore del settore petrolifero, affiliato alla citata “Nuova Famiglia”.

La situazione a Nocera Inferiore appare invece più instabile, dove sebbene il sodalizio MARINIELLO abbia mantenuto il controllo sul traffico di stupefacenti, infiltrazioni in appalti pubblici, usura ed estorsioni, ben tre nuovi clan di diversa provenienza si fronteggiano soprattutto per la leadership proprio nello spaccio di droga.

Nel sempre più mutevole equilibrio tra le forze mafiose in gioco, fondamentali si sono rivelati gli interventi dell’Antimafia, come nel caso dell’operazione “Sarastra”, conclusa nel mese di luglio dalla D.I.A. di Salerno e dall’Arma dei Carabinieri, volta a colpire i vertici del clan scafatese LORETO-RIDOSSO attraverso l’esecuzione di un fermo di indiziato di delitto nei confronti di quattro soggetti, responsabili di diverse estorsioni nei confronti di imprenditori del settore ortofrutticolo della zona. La collaborazione con la giustizia di uno dei maggiori esponenti del citato clan ha peraltro reso note le connivenze dell’organizzazione con organi amministrativi locali.

Sostanziale stabilità, invece, per la Valle dell’Irno dove il controllo rimane nelle mani del clan GENOVESE, insidiato parzialmente a Mercato San Severino, da un nuovo gruppo promosso da un pregiudicato di Pagani, intenzionato a rilevare il traffico di stupefacenti nella zona.

Spostandosi a sud del capoluogo, la Piana del Sele, in relazione alle aree di Eboli, Battipaglia e Pontecagnano, presenta dei cambiamenti relativi alla frattura realizzatasi nello storico clan PECORARO-RENNA, che ha portato alla costituzione di tre nuovi sodalizi: TRIMARCO, FRAPPAOLO e GIFFONI.

Particolare attenzione è stata rivolta nell’ultimo periodo ai collegamenti tra clan del medio e basso Cilento e cosche della ‘ndrangheta calabrese. In particolare, la Famiglia GALLO di Sala Consilina è risultata essere in contatto con cosche dell’Alto Ionio e Tirreno Cosentino.

Risultato del particolare interesse verso quest’area da parte dell’Antimafia è l’operazione “Frontiera”, conclusa dall’Arma dei Carabinieri nel mese di luglio con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di 58 indagati per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, usura e altri gravi reati. I provvedimenti scaturiscono proprio da un’indagine avviata nei confronti di membri della famiglia GALLO, attivi nei territori del Cilento e del Vallo di Diano e risultati in collegamento con esponenti delle cosche ‘ndranghetiste MUTO di Cetraro (CS) e VALENTE-STUMMO di Scalea (CS).

 

Pietro Marchesano

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