Gazzettino di Salerno

Sabato, 16 Dicembre 2017  21:38:14
A+ A A-

“Area Progressista Campania esprime totale solidarietà e vicinanza al consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, oggetto di alcuni striscioni offensivi per aver difeso l’aggressione subita qualche giorno fa dai giornalisti della redazione napoletana de “La Repubblica”. Il fatto che questi striscioni siano a firmati dal gruppo politico di estrema destra Forza Nuova, rafforza quanto stiamo dicendo da tempo e cioè che la buona politica, quella della denuncia e della proposta, come fa quotidianamente il consigliere regionale Borrelli, a volte può risultare scomoda per chi punta a instaurare un clima di populismo basato sulla violenza verbale e fisica”. Così in una nota, i promotori di Area Progressista Campania, tra cui il parlamentare Michele Ragosta. “Ci auguriamo che le forze dell’ordine individuino i responsabili. Al consigliere Borrelli diciamo, infine, di continuare nelle sue battaglie quotidiane andando avanti sempre a testa alta”.

Pubblicato in Politica

In Campania complessivamente sono 181 i chilometri di paesaggio costiero trasformato da case, alberghi, palazzi, porti e industrie, oltre la metà rispetto ai 360 chilometri totali, da Sapri a Baia Domizia. Di questi, 28 sono occupati da opere infrastrutturali (in gran parte portuali) e da attività produttive. Sono 51 i chilometri di paesaggi urbani ad alta densità, 102 i chilometri di costa occupata da insediamenti con densità più bassa. Mentre solo 17 chilometri di costa possono considerarsi ancora paesaggi agricoli e questo dato è davvero allarmante visto che, fino a pochi anni fa, erano una delle caratteristiche di molti paesaggi campani.

È questa la fotografia scattata da Legambiente e che viene raccontata nel libro “Vista mare. La trasformazione dei paesaggi italiani costieri” - edito da Edizioni Ambiente e pubblicato con il supporto di Castalia.

“I dati dimostrano ancora una volta come ad oggi si continui a non capire che il futuro della Campania non passa per le grandi opere, ma per l’ordinaria tutela del suo paesaggio come volano di un turismo che oggi chiede qualità e legami tra storia, mare, territorio - dichiara Michele Buonomo presidente di Legambiente Campania - Per riuscirci servono scelte chiare di discontinuità con gli ultimi decenni di urbanizzazione, a partire dalla salvaguardia di tutte le aree ancora rimaste integre. Le nostre coste non si possono più permettere di vedere ogni anno sparire chilometri e chilometri di paesaggi, semplicemente perché le norme di tutela non funzionano. Se fino ad ora abbiamo fatto finta di non vedere quanto stava accadendo lungo le coste, oggi non possiamo più permettercelo perché ci troviamo di fronte a una fortissima crescita del turismo, con potenzialità di rilancio per alcune regioni italiane se si punta sulla riqualificazione e valorizzazione dell’offerta, e perché siamo di fronte a cambiamenti climatici che rischiano di produrre proprio nelle aree costiere impatti drammatici”.

Il viaggio fotografico raccontato nel volume - realizzato attraverso una serie di scatti satellitari ravvicinati - racconta come è cambiata la costa e come il cemento, nel corso di questi anni, abbia deliberatamente invaso i litorali anche in barba alla Legge Galasso in materia di tutela paesaggistica, approvata nel 1985 e che prevede un vincolo di tutela per le aree costiere fino a 300 metri dalla linea di costa. Nonostante tale legge, in Campania sono stati “consumati” dal cemento, 29 chilometri di costa, cioè il 16% dell’intera urbanizzazione avvenuta in oltre 2.000 anni di storia. Tutto per la costruzione di nuovi complessi turistici edilizi e case singole in aree libere, e per l’espansione di alcuni agglomerati già presenti lungo la costa con un processo di saldatura e densificazione. In numeri, il 76% delle trasformazioni, 22 chilometri, è avvenuto per usi urbani (residenziale, turistico e servizi annessi); il restante 24%, cioè 7 chilometri, riguarda interventi infrastrutturali, portuali e industriali.

La prospettiva da scongiurare è che litorali, baie e spiagge vengano progressivamente, anno dopo anno, divorati dal cemento. Ossia quello che è successo in questi anni tra Agropoli e Salerno, come tra Varcaturo e Baia Domizia, per fare degli esempi. Ascea, in provincia di Salerno, risulta tra le aree in cui l’aumento della densità edilizia è maggiore, perché grandi aree agricole sono state trasformate in quartieri residenziali; la stessa situazione a Sapri, ma con densità inferiori; a Capaccio, lo scenario alle spalle della pineta è cambiato radicalmente a causa della costruzione di residence e ville di lusso, che hanno alterato irreparabilmente la suggestiva vista della pineta dalla strada; a Ispani e Castellabate, vuoti interclusi importanti sono stati occupati da nuove costruzioni residenziali e di servizio. Il tema della tutela diventa oggi centrale: il 30% delle aree costiere campane è all’interno di aree protette e quindi sottoposto ad attenzioni o vincoli di salvaguardia, almeno in teoria, perché anche in queste aree sono avvenute diverse trasformazioni edilizie. Il problema è che le aree protette riguardano in larga parte ambiti rocciosi, dove l’urbanizzazione trova difficoltà oggettive a proliferare. Sono invece diversi gli ambiti costieri pianeggianti a rischio, come nel tratto tra Caprioli e Marina di Ascea, tra Marina di Casal Velino e Acciaroli, tra Agropoli e Torre Piacentina o l’area del lago di Patria, con la Riserva Naturale di Castelvolturno, solo per citarne alcune. Soprattutto su queste aree, nel prossimo futuro, occorrerà prestare la massima attenzione, in modo da fermare ogni ulteriore cancellazione di paesaggi agricoli e naturali.

Nel volume, oltre alle situazioni di intollerabile illegalità e degrado, sono raccolte e segnalate alcune storie di qualità e successo.  Come la lista degli ecomostri abbattuti tra i quali l’Hotel Fuenti a Vietri sul Mare, il Villaggio Coppola a Castelvolturno e lo “scheletrone” di Alimuri in Costiera Sorrentina.

Il libro è stato scritto dal Vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini e dall’Architetto Michele Manigrasso ed è frutto di una ricerca durata 3 anni e che ha incrociato il lavoro e i monitoraggi di Goletta Verde, dei circoli territoriali e sindaci, integrandola con racconti fotografici e le foto vincitrici del concorso sulle coste promosso da Legambiente e Ordine degli architetti di Roma. Il libro è in vendita presso le principali librerie e online http://www.edizioniambiente.it/ebook/1191/vista-mare/ i proventi delle vendite contribuiranno alla campagna Goletta Verde di Legambiente per la tutela dei mari e delle coste italiane.

Pubblicato in Ambientee
La Protezione civile della Regione Campania ha diramato un avviso di criticità idrogeologica di colore Arancione, valevole a partire dalle 12:00 di domani e fino alla stessa ora di sabato prossimo. L'allerta riguarda alcune zone del territorio e, in particolare la Piana campana, Napoli, le Isole, l'Area Vesuviana, l'Alto Volturno e il Matese, la Penisola Sorrentino-Amalfitana, i Monti di Sarno e i Monti Picentini. In queste aree si prevedono rovesci o temporali anche di forte intensità  associati ad un rischio idrogeologico diffuso tale da far scattare la criticità Arancione per possibili frane con colate rapide di fango e detriti, allagamenti, innalzamento dei livelli idrometrici con ruscellamenti superficiali e caduta massi.
La perturbazione interesserà anche Alta Irpinia, Sannio, Tusciano e Alto Sele dove si prevedono precipitazioni sparse con rovesci e temporali di moderata intensità  la criticità idrogeologica è di colore Giallo per il rischio idrogeologico localizzato. Su tutta la Campania, venti localmente forti con raffiche nei temporali e mare localmente agitato.
La Protezione civile della Regione Campania invita le Autorità competenti a porre in essere tutte le misure di protezione civile atte a prevenire e contrastare i fenomeni, in attuazione di quanto previsto dai piani comunali.
Pubblicato in Cronaca

Entra nella fase attuativa il programma per l’edilizia scolastica della Regione Campania destinato ai Comuni. Con le delibere approvate dalla Giunta Regionale, vengono destinati circa 170 milioni di euro per finanziare interventi di messa in sicurezza, adeguamento antisismico e nuova costruzione di edifici scolastici. Si tratta di investimenti destinati ad opere immediatamente cantierabili o ad uno stato avanzato della progettazione.
“Su un tema così importante e delicato per la Campania come quello dell’edilizia scolastica, stiamo accelerando al massimo le procedure, sia sotto il profilo della programmazione, sia sul piano della esecutività dei provvedimenti”, afferma l’assessore regionale all’Istruzione Lucia Fortini. “In poco più di due settimane, da quando il Ministero dell’Istruzione ha effettuato il secondo riparto nazionale delle risorse per l’edilizia scolastica, destinando alla Campania la quota di investimenti più importante, abbiamo sbloccato e reso operativi i finanziamenti, aggiungendo ulteriori risorse attraverso il fondo Bei, per opere che si possono completare in tempi relativamente brevi. Dopo i 48 milioni della scorsa estate, destinati alle province e alla Città Metropolitana, i 20 milioni del FSC e i 4 dell’OPCM, con i quasi 170 milioni di oggi a favore dei Comuni, siamo finalmente nelle condizioni di mettere in sicurezza le nostre scuole, a cui questa amministrazione sta destinando grandi investimenti. Andiamo avanti senza sosta per portare a casa questo importante traguardo”, conclude Fortini.
Dopo gli impegni e i finanziamenti strappati ai tavoli tecnici nazionali e con la qualità della nostra programmazione, si aprono i cantieri in un settore importante come la scuola, con un grande piano di messa in sicurezza degli istituti per prevenire il rischio sismico recuperando ritardi storici.

Pubblicato in Regione Campania
La Regione Campania ha impegnato 600.000 euro in favore dei centri antiviolenza della regione per interventi volti a facilitare l’autonomia abitativa delle donne vittime di violenza e dei loro figli.
"Grazie a queste risorse, i centri antiviolenza del nostro territorio potranno offrire alle donne un sostegno per soluzioni abitative che le rendano autonome. Sarà possibile erogare, ad esempio, contributi  per un l’alloggio in un residence oppure per il canone di locazione. Questo è un ulteriore provvedimento importante, insieme al reinserimento lavorativo, con cui la Regione Campania aiuta concretamente le donne vittime di violenza", ha dichiarato l'Assessore alle pari opportunità Chiara Marciani
Pubblicato in Regione Campania

Porta Ovest: 11 persone indagate per mafia

Nella mattinata di oggi 11 dicembre 2017, a Catania, Cosenza, Roma, Napoli e Brindisi, personale della Sezione Operativa DIA di Salerno ha eseguito un decreto di sequestro preventivo anche per equivalente, emesso dal GIP presso il Tribunale di Salerno nell'ambito dell'operazione convenzionalmente denominata "Porta Ovest" nei confronti di 9 persone fisiche (i diversi amministratori e/o legali rappresentanti pro-tempore della ditta Tecnis S.p.a. e quelli, di fatto ovvero di diritto, della ditta S.S.I. S.r.l. subappaltatrice della stessa Tecnis S.p.a.) e 2 persone giuridiche (le citate ditte Tecnis S.p.a. e S.S.I. S.r.l.), le prime ritenute tutte responsabili, a vario titolo, dei reati di malversazione a danno dello Stato (art. 316-bis c.p.) e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (art. 316 ter c.p.); le seconde perché individuate come soggetti destinatari della responsabilità amministrativa scaturita dalle medesime fattispecie di reato (art. 24 d.lgs. 231/2001).

Con il provvedimento odierno - adottato sulla scorta delle fonti di prova già acquisite dalla DIA e poste alla base dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari, amesso dalla DDA di Salerno lo scorso 9 novembre, nei confronti di 33 indagati - il GIP di Salerno, concordando con le risultanze investigative riepilogate nella richiesta avanzata dalla locale DDA, ha disposto il sequestro preventivo (anche per equivalente, laddove la liquidità disponibile non fosse sufficiente a raggiungere l'intero importo) di danaro, rapporti di credito, partecipazioni societarie, beni immobili e beni mobili registrati, nonché delle società Tecnis S.p.a. e S.S.I. S.r.l., per un valore complessivo di circa 31 milioni di euro, ritenendo tale somma provento delle attività illecite riferite alle due fattispecie di reato descritte.

In particolare, è stato disposto il sequestro:

- in relazione al delitto di indebita percezione di erogazione a danno dello Stato, nonché in relazione al connesso illecito amministrativo di cui all'art. 24 d.lgs 231/01 , della somma di circa 300.000 euro, indebitamente conseguita dal Procuratore Speciale in nome e per conto della ditta appaltatrice Tecnis S.p.a., e da quest'ultima ingiustamente attribuita alla relativa subappaltatrice S.S.I. S.r.l. nelle persone degli amministratori, rispettivamente di diritto e di fatto; nelo specifico, il predetto Procuratore Speciale avrebbe conferito un subappalto non autorizzato in favore della ditta S.S.I. S.r.l., pur essendo tale impresa sprovvista delle specifiche qualifiche per poter svolgere i lavori affidatigli e in assenza delle prescritte comunicazioni alla Stazione Appaltante, procurando così alla citata S.S.I. S.r.l. un ingiusto vantaggio patrimoniale e cagionando un conseguente ingiusto danno alla Pubblica Amministrazione;

- in relazione al delitto di malversazione a danno dello Stato, nonché in relazione al connesso illecito amministrativo di cui all'art. 24 d. lgs 231/01, della somma di circa 30,6 milioni di euro, conseguita dall'appaltatrice Tecnis S.p.a. per gli Stati d'Avanzamento Lavori relativi al Primo Stralcio Secondo Lotto dell'intervento Salerno Porta Ovest e impiegata dai vari Procuratori Speciali che si sono succeduti nel tempo, in nome e per conto della predetta appaltatrice, in modo difforme dalle finalità previste dall'utilizzo dei fondi dall'Unione Europea a favor del Programma Operativo Nazionale denominato "Reti e Mobilità 2007/2013", ovvero la realizzazione dell'opera Porta Ovest.

Nel corso delle operazioni, il personale della Sezione Operativa della DIA di Salerno ha sottoposto a sequestro 66 quote di partecipazione degli indagati (persone fisiche e giuridiche) in altrettante società operanti su tutta la Penisola nei settori dell'edilizia, del movimento terra e marittimo, 106 veicoli (di cui 32 autovetture e 74 tra rimorchi, motrici e macchine operatrici), 50 unità immobiliari (3 abitazioni, 1 villa, 8 appartamenti e 38 tra uffici commerciali, rimesse e magazzini), 26 fondi agricoli (adibiti a seminato,agrumento, querceto, uliveto e bosco ceduo), 58 rapporti di credito di varia natura (conti correnti bancari, assicurazioni sulla vita, cassette di sicurezza, buoni fruttiferi postali, fondi obbligazionari e fiduciari, ecc.), per un valore complessivo corrispondente a quanto individuato nel decreto di sequestro preventivo.

I beni sottoposti a sequestro durante l'esecuzione del decreto in argomento e riconducibili alle due persone giuridiche, sono stati rimessi agli Amministratori giudiziari nominati dall'Ufficio GIP del Tribunale di Salerno; nei confronti delle nove persone fisiche invece:

- le liquidità recuperate sono state accreditate al FUG;

- per i beni immobili, i beni mobili registrati e le quote sociali è stata eseguita la trascrizione del provvedimento nei pubblici registri degli uffici competenti, al fine di sottrarli dalla disponibilità degli stessi indagati.

 

 

 

 

Pubblicato in Cronaca
La Protezione Civile della Regione Campania ha diramato un avviso di allerta meteo, per vento forte e mare agitato, valevole a partire dalla mezzanotte e fino alle 12:00 di martedì. 
In particolare si prevedono venti forti meridionali anche con raffiche; mare agitato, con possibili mareggiate lungo le coste esposte ai venti.

Si raccomanda alle autorità competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i rischi connessi agli eventi previsti con particolare riferimento alla vigilanza e al controllo delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso.

Pubblicato in Cronaca

La Circumvesuviana si conferma tra le tratte ferroviarie peggiori d’Italia tra guasti tecnici, soppressioni di corse, ritardi imprecisati, sovraffollamento e insicurezza. Come ogni anno, all’entrata in vigore dell’orario invernale, Legambiente lancia la campagna Pendolaria, con una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario pendolare in Italia e la lista delle 10 peggior linee.

La fotografia di Legambiente del trasporto pubblico campano da anni rimane stabile: treni vecchi, affollati, lenti, insicuri e spesso in ritardo. I pendolari campani danni ogni mattina affrontano una vera e propria Via Crucis per andare nei luoghi di lavoro o di studio. E le ragioni sono nei numeri del dossier di Legambiente: in Campania attualmente sono 367 i treni in servizio con convogli di età media pari a 18,8 anni, il 63 % dei treni circolanti ha più di 15 anni, con punte estreme come nei casi della Circumvesuviana (con 83 treni in circolazione costruiti negli anni ‘70 ed altri 35 nei primi anni ‘90), della Cumana e Circumflegrea(con un’età media dei 30 treni addirittura superiore a 33 anni) o della linea Alifana con treni vecchi di 35 anni.  Nella nostra regione- commenta Legambiente- tra il 2010 e il 2017 il taglio ai servizi ferroviari è stato pari al 15% a fronte di un record di aumento del costo dei biglietti pari al 48%. E al danno anche la beffa: è alta la possibilità per non dire la certezza che con l’anno nuovo subiranno, nel caso della Anm, un ulteriore aumento del ticket di viaggio.

“Una denuncia - dichiara Antonio Gallozzi, direttore Legambiente Campania- per essere a fianco di chi ogni giorno prende il treno per andare a lavorare, a scuola o all’università con l’obiettivo di far capire quanto sia importante e urgente migliorare il trasporto pubblico su ferro nella nostra Regione. Da anni ci occupiamo dei pendolari per una ragione molto concreta e di idea del Paese: su molte di queste linee malgrado l’affollamento dei convogli la situazione non vede miglioramenti, in altre continua a peggiorare e sempre più persone abbandonano i treni proprio perché li trovano sempre più affollati, vecchi e con continue cancellazioni. Nella nostra regione bisogna dare risposte chiare, concrete e fuori dal politichese: la Campania ogni anno perde viaggiatori mentre ha bisogno di aumentare sensibilmente il numero di passeggeri che viaggiano in metro e in treno, se vuole migliorare la qualità dell’aria e ridurre le emissioni di CO2 come previsto dall’Accordo di Parigi. Abbiamo bisogno – conclude Gallozzi di Legambiente- di scelte urgenti e non più rinviabili, perché non è ammissibile che in un Paese civile si accetti quanto avviene ogni giorno sulle linee gestite da Eav, dove il numero dei passeggeri è diminuito del 30%”.

Una buona notizia è rappresentata dai nuovi treni che finalmente stanno entrando in circolazione sulla rete campana. Dopo 30 anni infatti è arrivato il primo dei 13 nuovi treni della Cumana con una capacità di 500 persone e 70 posti a sedere ed aria condizionata. Entro il 2018 dovrebbero essere consegnati gli altri 12 convogli. Partiranno inoltre le gare, tra gennaio e febbraio, con 370 milioni a disposizione per l’acquisto di 44 treni nuovi, soprattutto per la ex circumvesuviana; 14 mln per rimettere in marcia i treni metrostar; 60 milioni di euro per rifare le stazioni con bigliettazione elettronica, videosorveglianza e infrastrutture. Anche sulla linea Napoli-Benevento nel corso del 2017 sono stati immessi in servizio 3 dei 7 nuovi treni previsti (anche in questo caso i restanti verranno inaugurati nel 2018). La Regione Campania ha confermato gli investimenti per la sicurezza ferroviaria per tutta la rete. Anche per la linea di Benevento è in corso la progettazione per l’adeguamento dei sistemi di segnalamento della linea ferroviaria che saranno realizzati ed attivati entro il 2018. Ciò consentirà, a regime, di ottenere un risparmio di tempo di 15-20 minuti sull’intera percorrenza.

Anche quest’anno è la Circumvesuviana a rappresentare la Campania nella poco onorevole classifica delle tratte peggiori. Il disastro del servizio nell’anno 2016 è stato confermato pubblicamente anche dall’EAV (Ente Autonomo Volturno) l’holding – con socio unico la Regione Campania – dove nel 2013 sono confluite Circumvesuviana, Cumana, Circumflegrea e Metrocampania NordEst. I numeri pubblicati danno un quadro sconfortante: aumento delle soppressioni (4.252 treni), aumento dei ritardi oltre i 15 minuti (26.533 nel 2016), oltre alla quasi assenza di treni a composizione tripla. Eppure c’erano maggiori risorse finanziarie disponibili rispetto all’anno 2015, basti pensare alle decine di milioni di euro di penali che la Regione ha deciso di non applicare restituendo le stesse all’azienda. Nel dettaglio le performance peggiori sono della linea Napoli-Nola-Baiano: 498 soppressi nel 2015, 1.090 nel 2016.

Ma non è andata meglio nel 2017, con problemi legati all’infrastruttura come lo scorso ottobre quando la linea aerea tra le stazioni di Piazza Garibaldi e Napoli-Porta Nolana non ha funzionato regolarmente ed ha costretto i treni a fermarsi prima del capolinea. Ormai la speranza è che la corsa non rientri tra le diverse centinaia cancellate ogni anno. Non mancano poi i guasti al materiale rotabile o i blocchi alla fatiscente rete di trasporto perché, tra incidenti o principi di incendi, scippi, aggressioni, intimidazioni, finestrini presi a sassate, controllori impotenti che rischiano di essere pestati a sangue per aver banalmente chiesto il biglietto o intimato di non fumare a bordo, il viaggio può trasformarsi in un inferno. Fino al 2003 la Circumvesuviana assicurava più di 500 corse al giorno, oggi i numeri sono dimezzati. Questo perché fino al 2010 i treni in circolazione erano 94 poi si è assistito ad una lenta ed inesorabile parabola discendente. Allo stato attuale, salvo guasti, viaggiano 56 treni, ma ne occorrerebbero almeno 70 per garantire un servizio dignitoso ai pendolari, costretti ancora a viaggiare ammassati. Basti dire che rispetto al 2012 i passeggeri ogni giorno sulla Circumvesuviana si sono ridotti del 22%. Il crollo del numero dei viaggiatori è lo specchio della crisi in cui versa un’azienda che gestisce una buona parte del trasporto pubblico su ferro in regione: secondo i dati della società nel 2010 erano 40 milioni gli utenti annuali della Circumvesuviana, crollati ora a 27 milioni; quelli della Sepsa (Cumana e Circumflegrea) sono passati da 20 milioni a 11; quelli di MetroCampania Nordest, da 67 milioni a circa 40.

Il dossier completo è disponibile sul sito www.legambiente.campania.it

Pubblicato in Ambientee
Le imprese digitali sono in crescita nella nostra Regione. La Campania è la prima tra le Regioni italiane, in cui, negli ultimi anni, si è registrata la diffusione di attività produttive dell'industria 4.0. In Campania le imprese digitali sono cresciute del triplo rispetto al Piemonte. Staccate del 10% Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Lo indica il Focus Censis/Confcooperative “4.0 la scelta di chi già lavora nel futuro” presentato a Roma. In questi ultimi anni, la crescita maggiore di imprese digitali si è avuta in Campania con un incremento del 26,3%, in Sicilia con il 25,3%, nel Lazio con il 25,1% e in Puglia, 24,2%. La Campania anche in termini assoluti conquista una posizione di preminenza nella graduatoria nazionale, collocandosi al terzo posto per numero di imprese 4.0. Più in generale, il Mezzogiorno è il territorio con il più alto tasso di crescita di imprese digitali, +21,9%; seguito dal Centro con un incremento del 20,7%, mentre al Nord si osserva un’estensione della base produttiva del 14%. Dati che confermano come i processi di sviluppo basati sul digitale trovano terreno fertile anche in aree che hanno conosciuto un profondo divario e che hanno subito i pesanti colpi della crisi, ma che sono riuscite a compiere una svolta negli ultimi tre anni.
L'Assessore alle attività produttive della Regione Campania Amedeo Lepore ha dichiarato: "La Campania conferma il suo momento positivo, collocandosi al primo posto anche nella rivoluzione dell'industria digitale. È un risultato molto importante, che dimostra - contrariamente a chi riteneva la quarta rivoluzione industriale destinata a favorire le aree del Nord - come la nostra Regione sia una terra fertile per l'innovazione e l'impresa più avanzata. L'approvazione di una legge regionale sull'industria 4.0 e della norma quadro sull'economia circolare, uniche in Italia e anticipatrici delle misure nazionali, hanno avviato la realizzazione di significative misure di sostegno alle imprese e ai processi di digitalizzazione. La sinergia della Giunta De Luca con il Governo e con il Ministro Calenda ha favorito la diffusione di interventi di trasformazione industriale e la creazione di un ecosistema in grado di accogliere gli investimenti tecnologici più moderni. Proseguiremo con coerenza e determinazione in una politica industriale, fortemente voluta dal Presidente De Luca, che punta all'attrazione di investimenti innovativi, al cambiamento dei processi industriali e allo sviluppo della capacità di fare sistema delle attività produttive della Campania, per creare sviluppo duraturo e occupazione qualificata".
 

Pubblicato in Regione Campania

"L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano proclamata questa mattina Patrimonio dell’Umanità, è un grande riconoscimento per l'Italia, per Napoli e la Regione Campania". Così il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha commentato l'importante successo ottenuto grazie all'impegno del Capo dell'Ufficio Legislativo della Regione, prof. Luigi Petrillo, che ha seguito personalmente, da Parigi fino in Corea, il dossier che ha portato a questo riconoscimento mondiale.

L’iscrizione nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO da parte del Comitato intergovernativo dell’UNESCO riunitosi in Corea, a Jeju, è avvenuta questa mattina a conclusione di un lungo iter che ha visto la Regione Campania protagonista accanto al Mipaf.

Con il riconoscimento all'arte dei pizzaiuoli napoletani, la Campania si conferma la prima regione italiana al mondo per la sua produzione culturale agroalimentare. Infatti gli unici due elementi italiani iscritti nella lista dell’UNESCO del patrimonio culturale immateriale sono Campani: la Dieta Mediterranea iscritta nel 2010 e, oggi, l'arte dei pizzaiuoli napoletani.

“La Campania è il luogo in cui l’eccellenza alimentare diventa cultura, questo è quanto dimostra il riconoscimento dell’Arte del Pizzaiuolo quale Patrimonio Immateriale dell’UNESCO. Per il futuro la Campania deve muoversi nel sentiero di una valorizzazione innovativa del suo patrimonio, capace di unire la storia millenaria del territorio alla creatività di artigiani e famiglie. Sono loro, i pizzaiuoli, protagonisti di una tradizione che, a partire dalla manipolazione di prodotti semplici quali l’acqua e la farina, realizzano veri capolavori dell’alimentazione che tutto il mondo ci invidia”, sottolinea il Presidente Vincenzo De Luca commentando il prestigioso riconoscimento.

“Questo risultato premia la tenacia dei pizzaiuoli e delle loro associazioni, impegnati al fianco del Ministero dell’Agricoltura e della Regione Campania nella lunga strada che dal 2009 ad oggi ha portato al raggiungimento del fondamentale riconoscimento dell’UNESCO. Grazie anche al professor Pier Luigi Petrillo, capo dell’ufficio legislativo della Regione, che ha scritto il dossier di candidatura dei Pizzaiuoli napoletani e ha coordinato il negoziato internazionale”, ha concluso il Presidente De Luca.

Pubblicato in Regione Campania
Pagina 1 di 231
Vincenzo Iannone Editore Srl Semplificata. P.IVA 05118310654. Sede legale: via Vittorio Emanuele III n°18, Pellezzano (SA) 84080 R.V.G.N 160/2013

Registrato presso il tribunale di Salerno il 28/02/2013 Registro stampa n. 4/2013 R.V.G. 160/2013 Cronologico n.401/2013

Contatti: Gazzettino di Salerno

Sito Web realizzato da: Webartis di Silvio Caricasole