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Giovedi, 21 Giugno 2018  09:34:14
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Fonderie Pisano: il Comitato Salute e Vita non arresta la propria battaglia In evidenza

La lotta per il diritto alla salute e alla vita non si fermerà: il messaggio del Comitato a difesa dei cittadini è forte e chiaro, e non lascia spazio ad interpretazioni. Dopo la decisione, piuttosto sorprendente, da parte del Tribunale del Riesame di non procedere alla chiusura delle Fonderie Pisano, il Comitato Salute e Vita guidato da Lorenzo Forte si prepara a sostenere nuove battaglie amministrative e giudiziarie.

Nel corso della conferenza stampa tenutasi ieri mattina presso il Bar Verdi di piazza Luciani sono stati presentati alcuni dei prossimi appuntamenti volti a decidere la sorte dell’opificio di Via dei Greci, e soprattutto un’analisi di quelle che sono state le presunte imprecisioni e inesattezze presenti nella sentenza del Tribunale del Riesame della scorsa settimana.

I legali Franco Massimo La Nocita e Fabio Torruccio hanno presentato in avvio di conferenza alcune delle date cardine dei procedimenti in atto: si parte il 4 giugno con la scadenza del termine ultimo entro il quale la proprietà della famiglia Pisano dovrà adoperarsi per ottemperare alle disfunzioni rilevate dall’ARPAC durante l’ultimo controllo. All’appello, infatti, mancherebbero ben 11 BAT (Best Available Techniques), oltre al serio rischio diossina dovuto alla contaminazione di metalli. Da quanto trapela, tuttavia, non sarebbero stati apportati effettivi cambiamenti agli stabilimenti, con il procedimento “impugnato” dalla stessa proprietà Pisano.

Il 7 giugno, invece, si terrà la discussione in Consiglio di Stato, dove il Comitato sarà affiancato dalla Regione Campania, che a sua volta ha presentato ricorso alla decisione di dissequestro delle Fonderie da parte del Tar regionale.

Sebbene le critiche e le proteste da parte dell’opinione pubblica cittadina non accennino a placarsi, non sembra mancare alla proprietà Pisano la voglia di portare avanti una contro-offensiva pubblicitaria: è stato presentato, infatti, lo spot del nuovo e “avveniristico” impianto progettato per una futura delocalizzazione dello stabilimento.

I dubbi su un’effettiva volontà di operare sull’opificio vecchio, tuttavia, sembrano persistere, inducendo i cittadini ad interrogarsi sulle reali possibilità di bonifica e riqualificazione dell’intera area dello stabilimento.

Il portavoce del Comitato Salute e Vita, Lorenzo Forte, ha invece avanzato alcuni appunti nei confronti di una sentenza, quella del Riesame, dal suo punto di vista poco accurata e incompleta.

Tra le diverse critiche mosse da Forte c’è la mancata considerazione del rapporto ARPAC 2017 che, al contrario dei dati presi in considerazione relativi all’agosto 2016, mostrerebbe la violazione di 11 BAT ed il riconoscimento di un grave pericolo diossina.

“È mortificante vedere come il tribunale del Riesame abbia praticamente negato l’esistenza di puzza, miasmi nauseabondi e polveri e fumi neri provenienti dalle Fonderie – attacca Lorenzo Fortedimenticando di citare anche le 400 firme di cittadini, tra cui anche rappresentanti delle forze dell’ordine, che attesta l’effettiva presenza di queste scorie”.

Ha poi aggiunto: “Le persone delle aree interessate hanno addirittura paura di aprire le finestre perché preoccupate per la salute della propria famiglia, è una situazione intollerabile. Ed è assurdo come il Riesame non abbia preso in considerazione lo studio SPES per il controllo della salute dei cittadini, commissionato da enti pubblici e di conseguenza oggettivo, basandosi invece su una relazione tecnica sulla salute dei lavoratori delle Fonderie fornita dall’Università di Napoli Federico II, che tuttavia non può avere la stessa valenza in quanto presentata da un organismo privato quale è la Fonderia Pisano”. 

 

Pietro Marchesano

 

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