Alternanza scuola-lavoro: studenti in piazza il 13 ottobre

marzo 8, 2018 0 Di Asia

Dopo che la Randstad ha mostrato la sua disponibilità a trovare 300.000 ore di alternanza scuola lavoro per FICO, il parco-supermarket di Farinetti, molte le proteste in merito. Il deputato della sinistra, Giovanni Paglia si scaglia contro Renzi, che accusa essere una sorta di sanguisuga, in quanto assumendo 20.000 studenti per lavorare gratis attraverso l’alternanza scuola-lavoro risparmierebbe circa 3 milioni di euro.

Manifestazione contro l’alternanza scuola-lavoro del 13 ottobre

Gli studenti italiani hanno deciso di ritrovarsi e manifestare per mostrare le proprie idee e diritti, per questo motivo si sono ritrovati venerdì 13 ottobre 2017 per la manifestazione nazionale con sciopero anti alternanza scuola-lavoro. La mobilitazione è stata organizzata dalle organizzazioni studentesche per dibattere, sottolineare il diritto allo studio e mostrare le problematiche della legge 107 e della scuola. L’evento si è organizzato attraverso varie manifestazioni nelle principali città italiane, a cui hanno partecipato studenti del liceo, delle scuole secondarie di secondo grado e anche studenti universitari. Nello specifico, le principali città interessate dalle mobilitazioni sono state Milano con l’incontro a Largo Cairoli, Torino in via Suor Giovanna Michelotti, Roma in via Tuscolana e in Stazione piramide, Lecce in piazzale Massari, Bologna in Piazza maggiore, Pisa, Siracusa.

 

Motivi della manifestazione del 13 ottobre contro l’alternanza scuola-lavoro

Indagini e esperienze dirette dagli stessi studenti e professori hanno dimostrato come l’alternanza scuola-lavoro presenti non poche contraddizioni. L’alternanza scuola-lavoro è un periodo, solitamente 1-3 settimane, in cui gli studenti si assentano o alternano scuola e stage lavorativi. Questi “stage” sono a tutti gli effetti tirocini gratuiti obbligatori che vanno ad incidere sul risultato scolastico. Le critiche fatte all’alternanza scuola-lavoro stanno principalmente nei costi, come trasporti, il cibo, che quasi sempre sono a spese dello studente che, inoltre, lavora in modo gratuito. Altro fatto importante, è che molto spesso gli studenti svolgono l’alternanza scuola-lavoro in strutture che non corrispondono al percorso di studi in atto. A tal proposito l’Uds ha svolto un’inchiesta che mostrava che il 38% degli studenti ha provveduto autonomamente alle spese per le  ore obbligatorie di tirocinio, il 40 % hanno visto i loro diritti lavorativi violati nel luogo di lavoro, il 57% ha frequentato alternanza non inerente, uno studente su tre ha dovuto pagare per svolgere il progetto. Spesso, le stesse aziende ospitanti non mostrano interesse o non sanno come gestire i tirocinanti, i quali si ritrovano in aziende indifferenti che li tengono in un angolo, a svolgere mansioni inadeguate, incoerenti con il percorso scolastico.

Questo sono state le ragioni che hanno spinto studenti, professori a manifestare contro l’organizzazione dell’alternanza scuola-lavoro.