Occhio di Santa Lucia: cos’è, caratteristiche, tipologie e lavorazione

Occhio di Santa Lucia: cos’è, caratteristiche, tipologie e lavorazione

9 Dicembre, 2019 0 Di Federica S.

L’ occhio di Santa Lucia è una parte di conchiglia usata in bigiotteria per realizzare bracciali e collane.
Viene considerato al pari di un amuleto per via della sua forma a spirale, si ritiene sia efficace addirittura contro emicranie,malocchi e cataratta. La Regione predominante di “produzione” è la Sardegna, il cui nome in dialetto è “ sa perda e s’ogu” (la pietra dell’occhio).

La figura a spirale che la caratterizza richiama la figura di un occhio, per questo motivo viene associata a Santa Lucia. Tuttavia in altre nazioni assume nomi differenti, a seconda della cultura del luogo. In Italia viene associato ad una delle tante leggende sulla Santa. Una di queste narra di come Lucia si sia cavata gli occhi e li abbia lanciati in mare per offrire un sacrificio alla Beata Vergine.

Cos’è

L’occhio di Santa Lucia è l’opercolo delle conchiglie Astrea Rugosa e Bolma Rugosa. La parte bianca con la spirale, così come la conosciamo, è il lato che sta a contatto con il mollusco. L’altro lato solitamente non ha superficie liscia ed è di colore rossastro. Quando l’animale muore, la protezione si stacca e viene rilasciata in mare. Gli occhi di Santa Lucia si trovano dunque sulle rive o tra le reti dei pescatori, anche se oggi sono diminuiti drasticamente a causa dell’inquinamento e della pesca selvaggia.

Attualmente sono più rari e di dimensioni ridotte rispetto ai canonici 2 o 3 cm. Il costo per dei pezzi ancora da incastonare è abbastanza irrisorio. E’ possibile trovare le “porticine” dell’Astrea Rugosa anche sulle spiagge estere come Croazia, Spagna e Turchia. Gli esemplari più grossi si trovano in India in Africa e Australia. A seconda del luogo di provenienza, il nome cambia:

  • Occhio di gatto in Australia
  • Occhio di Shiva in India
  • Moneta della Sirena in Sudafrica
  • Occhio di Naxos in Grecia

Utilizzo e Lavorazione

L’occhio viene generalmente incastonato in lamine d’argento per creare bracciali, orecchini, collane ed anelli.
Le tecniche di lavorazione variano a seconda del gioiello, che può diventare un elemento decorativo anche di altre discipline come per esempio il Soutache. Alcuni bucano o incollano i pezzi insieme, per far passare il filo o per creare composizioni con più conchiglie.

Si possono anche incollare su pietre e altri materiali per dare un tocco decorativo in più.
Solitamente la parte esposta è quella bianca, ma alcuni pezzi di bigiotteria non disdegnano anche il lato grezzo. Capita infatti di trovare dei pezzi con sfumature rosso/arancio davvero particolari. Tutto ciò che viene creato con gli occhi di Santa Lucia serve tendenzialmente come protezione.

Secondo la cultura sarda, gli anelli curano i mal di testa, mentre portare addosso collanine e orecchini scherma dal malocchio. Al sud infatti è più radicata la credenza che invidie e gelosie possano nuocere alle persone anche a livello energetico. Allo stesso modo in India viene usato come portatore di conoscenza, poiché rappresenterebbe l’occhio di Shiva, che servirebbe ad incanalare le energie positive.