In aumento i casi di depressione: quando rivolgersi allo psicologo?

In aumento i casi di depressione: quando rivolgersi allo psicologo?

30 Dicembre, 2019 0 Di Claudio

Secondo diverse ricerche sarebbero in aumento i casi di profondo malessere psicologico, in particolare le situazioni di depressione, soprattutto in alcune categorie sociali. Ad esempio, dai dati forniti dall’Osservatorio Nazionale Suicidi delle Forze dell’Ordine (ONSFO), dal 2014 al 2019 si è registrato una netta crescita degli episodi di suicidio che hanno coinvolto personale delle Forze dell’Ordine, denotando il forte disagio nel quale molti agenti pubblici si trovano.

Allo stesso tempo altri studi indicano una sensazione di malessere piuttosto diffusa, la quale spesso sfocia in vere e proprie depressioni, con un aumento sensibile delle persone che decidono di rivolgersi a un professionista per un supporto specializzato. Nello specifico sono in crescita i contatti presso gli psicologi e gli psicoterapeuti online, +43% negli ultimi 3 anni, mentre tra le regioni dove il fenomeno è più accentuato c’è la Lombardia, seguita dal Lazio e dalla Toscana.

Questo trend porta alla luce una serie di questioni sociali rilevanti, ovvero una presenza ampia di problemi di natura psicologica che colpiscono indifferentemente uomini e donne, adulti e giovani. La maggiore sensibilizzazione nel rivolgersi a un professionista è sicuramente incoraggiante, tuttavia è importante affidarsi a uno specialista adeguato, in grado di pianificare un percorso idoneo e accompagnare ogni persona lungo il difficile percorso della psicoterapia.

Quando rivolgersi allo psicologo o allo psicoterapeuta?

Capire quando è necessario richiedere il supporto specializzato di uno psicologo non è semplice, tuttavia è consigliabile contattare sempre un professionista in presenza di gravi situazioni di malessere emotivo. Come spiega Ilaria Giannoni, psicologa e psicoterapeuta di Firenze, all’interno del suo sito web www.ilariagiannoni.it, le aree di intervento sono numerose, dalla sedute di gruppo a quelle individuali, dalla psicoterapia di coppia all’attività rivolta ai bambini e agli adolescenti.

Inoltre esistono varie figure all’interno del settore, spesso confuse, che invece sono profondamente diverse sebbene con alcuni aspetti in comune. Ad esempio lo psicologo può effettuare diagnosi e offrire sostegno, lo psicoterapeuta accompagna lungo un cammino di risoluzione delle problematiche riscontrate, lo psichiatra utilizza nelle sue terapie il supporto farmacologico, mentre lo psicoanalista adotta la tecnica specifica della psicoanalisi.

In situazioni di forte bisogno è possibile rivolgersi a uno psicologo qualificato, regolarmente iscritto all’albo professionale e con sufficiente esperienza in base al proprio caso particolare, dopodiché si potrà essere indirizzati verso lo specialista più adeguato a seconda della problematica riscontrata. Tuttavia è importante non realizzare diagnosi fai da te, ma contattare sempre un esperto idoneo, l’unico in grado di capire l’entità della situazione e aiutare realmente nel cominciare un percorso di analisi e riabilitazione.

È opportuno andare dallo psicologo non quando si pensa di essere differenti rispetto agli altri, ma nel caso di un reale malessere, un problema che incide eccessivamente nella vita e comporta condizioni complesse a livello personale e nel rapporto con gli altri. Ciò può riguardare situazioni di forte dipendenza da farmaci, droghe, sesso o alcool, squilibri nella sfera affettiva, traumi emotivi, condizioni di forte disagio, presenza di sintomi come ansia e depressione e ogni aspetto che non permette di vivere un’esistenza sociale serena.

Come accettare la necessità di rivolgersi a uno psicologo

Una volta fatti i conti con la reale necessità di ricevere un sostegno professionale, è indispensabile accettare tale situazione senza uno stress eccessivo. Spesso si tende a nascondere la partecipazione alle consulte presso lo psicologo, quando invece sarebbe meglio parlarne apertamente con i propri cari, cercando tutti insieme di andare oltre i pregiudizi tradizionali, che abbinano la frequentazione dello studio come un chiaro segno di squilibrio mentale della persona.

Al contrario è importante ricevere supporto da parte della famiglia e degli amici più cari, per affrontare con maggiore serenità un percorso che spesso è lungo, complesso e irto di ostacoli situati lungo il cammino. Prendersi cura del proprio lato emotivo non obbliga a sentirsi inferiori o diversi, semplicemente bisogna accettare la presenza di un problema ed essere felici di aver trovato la volontà di affrontarlo, evitando che possa causare gravi conseguenze. L’analisi e la riabilitazione psicologica e psicoterapeutica sono una continua sfida a due, tra il paziente e il professionista, i quali soltanto lavorando insieme e con l’appoggio di tutti possono raggiungere i risultati sperati.